[ L’IMPORTANZA DI TOGLIERE I RAMI SECCHI, OVVERO LA PRIMA LEZIONE DI VITA CHE HO IMPARATO DALLE PIANTE ]

Amo l’autunno. E’ in assoluto la mia stagione preferita.

Non mi riferisco solo alle belle giornate autunnali, quelle con il cielo azzurrissimo che contrasta con le mille sfumature rosse e gialle degli alberi.

Certo, sono stupende… soprattutto per ammirare i colori di questa stagione, ma non mi riferisco a quelle.

Io adoro anche quelle ingrigite dalla nebbia, quelle dove la pioggerellina ti si posa addosso come un velo, quelle ferme in un silenzio quasi “statico”: tutto è quieto; solo lo scricchiolio delle foglie secche sotto i miei piedi (e sotto le zampe del mio compagno di passeggiate) emerge da quella calma.

Forse ti stupisce… non è da tutti amare la nebbia!

Sarà che mi ricorda un momento ben preciso della mia esistenza: quando ho appreso la prima vera lezione dalle piante.

Non vorrei deluderti, ma non è stato un momento “eclatante”: in realtà, quel giorno, non è successo niente di particolare.

Era un giorno molto… normale.

Era una nebbiosa e scricchiolante mattina d’autunno e passeggiavo nel parco con il mio cane; era deserto, immerso nella tranquillità, solo il rumore lieve delle foglie sotto i nostri piedi.

Un tappeto di foglie a dir la verità: erano tantissime, dal giallo ocra al marrone più intenso.

Molte stavano ancora cadendo, accompagnando la pioggerellina con il loro svolazzare.

Il parco, in quella veste, era affascinante.

Erano più di 25 anni che vedevo le foglie cadere ogni anno, eppure non mi ero mai soffermata a pensare a quanto fosse perfetto e pieno di significato tutto questo. Buffo, vero?

Perchè dico questo?

Perchè la natura, ciclicamente, elimina i suoi rami secchi. Non li tiene attaccati a se, a coccolarli fino a primavera: semplicemente… li lascia andare.

Quando una parte è secca, non serve più: puoi guardarla quanto vuoi, ma non tornerà verde.

Quando una parte appesantisce e porta via energia, semplicemente, la lasciano cadere… senza disperarsi più di tanto.

Dando tempo al tempo, per ogni foglia caduta nascerà un altro germoglio; ogni ramo perduto gli farà, col tempo, acquisire nuova forza e vigore.

Non so tu, ma io, in tutto questo, ho visto una grande lezione di vita.

Lo ammetto, ero in un momento un po’… difficile… Classica delusione d’amore, di quelle da cliché.

Niente di nuovo nè di particolarmente straordinario.

Tranne l’enorme “sberla” emotiva che avevo preso.

La fase di “chiarimento” l’avevo passata. C’era poco da chiarire. La storia era finita. Il ramo era secco. Lo avevo accettato.

Non riuscivo ad accettare, però, l’idea di dover potare quel ramo: restavo attaccata ai ricordi, alle fotografie, ai momenti passati insieme…

Se ti sei trovato anche tu in questa situazione, sai perfettamente cosa intendo dire: tutto intorno a te è rarefatto come la nebbia, grigio e quei ricordi ti sembrano l’ultimo bagliore di chiarore intorno a te.

In quel momento, rendermi conto di quanto sia innaturale restare attaccata ai rami secchi è stata una folgorazione.

Mia madre e le mie amiche, ad esser sincera, me l’avevano ripetuto spesso, non posso negarlo.

Ci riflettevo un attimo, per poi tornare, dopo pochi minuti, al mio ricordo e chiudermi lì dentro.

Per capire le cose, spesso, non basta sentirtele dire: bisogna “sbatterci la testa” e arrivarci da soli.

La natura, per conservarsi e rigenerarsi ha bisogno di tempo e di eliminare tutto ciò che la appesantisce.

Negli alberi, la caduta stagionale delle foglie rende il fenomeno decisamente evidente.

Senza tirare in mezzo la psicologia verde, chi ha un terreno con qualche albero da frutto, sa quanto sia importante la potatura per avere un raccolto costante e proficuo. Eliminando il superfluo, la pianta avrà più energia a disposizione per il raccolto successivo.

Lo stesso discorso, però, vale anche per le piante dei nostri appartamenti ed è spesso sottovalutato.

Spesso e volentieri vedo commettere l’errore di non eliminare dalle piante di casa le foglie gialle e rovinate.

Tante volte per paura di rovinare la pianta, altre volte perché viene considerato solo un fattore estetico, condanniamo le nostre piante a sopportare tutto il carico delle foglie vecchie.

Le condanniamo a sprecare utili energie per tenere in piedi una parte che dovrebbero, invece, lasciare andare.

Dedica periodicamente, un pochino del tuo tempo a controllare le tue piante; cesoia in mano (sempre ben pulita, mi raccomando) elimina il superfluo, togli le foglie ingiallite e rovinate, fagli risparmiare energia per poter essere rigogliose quando sarà il loro momento.

E in questo tempo, rifletti su quali dei tuoi “rami” dovresti fare una bella potatura.

Concediti la possibilità di alleggerirti, di risparmiare energie.

Concediti il tuo tempo.

Proprio come fa la natura, che ha sempre lezioni da insegnarci, racchiuse in ogni suo piccolo cambiamento.

A presto
Simonafoglie_secche_Autunno

2 pensieri su “[ L’IMPORTANZA DI TOGLIERE I RAMI SECCHI, OVVERO LA PRIMA LEZIONE DI VITA CHE HO IMPARATO DALLE PIANTE ]

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